sabato 15 agosto 2015

Commodore Business Machines Vs Commodore Holdings B.V.



Aggiornamenti nei commenti


Qualche giorno fa la rediviva C=Holdings B.V ha pubblicato un comunicato stampa, nel quale tale astratta entità giuridica rivendica la proprietà del marchio commodore e i diritti sullo sfruttamento dello stesso. Come già saprete, di recente la C.B.M con sede a Londra ha lanciato il suo primo smartphone C= dopo aver presentato regolare domanda di registrazione del marchio, limitatamente a ciò che riguarda la produzione e la commercializzazione di tali dispositivi. Esattamente allo scadere del periodo previsto per l'eventuale opposizione di terzi è arrivata la doccia fredda (o tiepida, dipende dai punti di vista) con l'opposizione della C=Holdings B.V. rappresentata legalmente dall'olandese knijff specializzata in materia di tutela dei marchi. 

La C.B.M ha immediatamente replicato con il seguente comunicato:

COMMODORE BUSINESS MACHINES LTD
COMUNICATO STAMPA #1 - 14 Agosto 2015
Lo scorso 12 Agosto l'UAMI (OHIM), Ufficio per l'armonizzazione del mercato interno europeo, ci ha informati di aver ricevuto una richiesta di opposizione per il nostro marchio, regolarmente registrato nel mese di maggio 2015 con il numero 013930276. In attesa dei necessari chiarimenti da parte degli organi competenti, Commodore Business Machines LTD intende ribadire di non essere in nessuna maniera affiliata o correlata a C=Holdings BV, e confermare di essere l'unica azienda titolare del marchio figurativo Commodore, in via del tutto esclusiva, nel suo settore di competenza (smartphone).
Commodore Business Machines LTD intende dunque rassicurare i suoi clienti, i suoi partner, gli organi di informazione e tutti i simpatizzanti, sulla regolare prosecuzione delle attività in corso, che non subiranno variazioni di alcun genere a causa dell'accaduto.
Massimo Canigiani
CBM CEO
C=Holdings è ora chiamata a provare di aver utilizzato in questi anni il marchio Commodore e di averlo registrato per quelle classi, che insieme compongono ciò che oggi conosciamo come smartphone (l'ultima loro registrazione risale infatti al 2006). Sapendo già che tale marchio non è stato utilizzato in alcun contesto industriale e commerciale, C=Holdings dovrà giocoforza fornire delle spiegazioni sugli eventuali legittimi impedimenti e quindi attendere la decisione finale dell'ufficio marchi e brevetti che ha in deposito la domanda di registrazione della neonata C.B.M, la quale al contempo cercherà di far valere le proprie ragioni. 

Difficile prevedere l'esito dell'opposizione e dei possibili ulteriori ricorsi: la C.B.M. sta dimostrando di essere un'azienda reale in un vero mercato (che può piacere oppure no), mentre l'eterea C=Holding B.V. è unicamente nota per la sua capacità di districarsi nelle spinose e complesse controversie legali relative al marchio C=, come prova una sentenza in loro favore del dicembre del 2013.

Segnalo quest'articolo di repubblica.it che ritengo essere il migliore e più chiaro tra tutti quelli finora pubblicati sull'argomento. Un articolo che giunge alla stessa conclusione data da CCB: "difficile prevedere gli esiti della vicenda." Il giornalista evidenzia la posizione al limite della nuova CBM tra la possibilità di strappare il marchio a costo zero (in modo assolutamente legale) per la commercializzazione di C=Fonini, e quella di soccombere all'azione della C=Holding pagando infine un prezzo piuttosto alto. 

21 commenti:

  1. Non sono esperto in materia ma non darei troppo per scontato che se un'entità astratta non utilizza di fatto il marchio per commercializzare prodotti allora qualsiasi altra azienda è nel diritto di registrarlo ed usarlo a proprio favore. Io penso che se una società è proprietaria del marchio a prescindere dall'utilizzo o meno dello stesso rimane l'unica ad averne diritto esclusivo. Non capisco il perché se una azienda non commercia alcun prodotto con il marchio di cui è proprietaria debba perderne il diritto e l'esclusiva.
    Piuttosto andando a leggere i dettagli delle due registrazioni si nota che la HBV ha registrato il marchio per una lunga serie di dispositivi tra cui anche i "mobile phones" mentre la CBM lo ha registrato solo per "smartphones". Ora a mio parere mobile phones = smartphones quindi la conclusione mi pare scontata. Mio personalissimo parere

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  2. Credo che il motivo sia semplice: il senso della registrazione di un marchio è esclusivamente quello di tutelarlo a livello nazionale/internazionale e non di tenerlo in ostaggio sperando di trovare soggetti interessati ad acquistare una licenza di uso.
    Una domanda su 5 di quelle presentata alla Uami: Ufficio per l'Armonizzazione nel Mercato Interno
 (marchi, disegni e modelli) riceve almeno un'opposizione. Ora dovranno ascoltare le parti (C=Holding imho ha la parte più difficile), prendere un periodo di riflessione e quindi comunicare la propria decisione.

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  3. In effetti detta così risulta molto semplice e chiaro. Soprattutto questi della H.B.V. ma ancor più quella società di consulenza legale a cui si sono appoggiati sarebbero proprio degli sprovveduti stando così le cose. Vedendo però che questa società annovera tra i suoi clienti aziende quali Google ed Ebay mi risulta un po' strano che siano così ingenui e incompetenti. Staremo a vedere come andrà a finire.

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  4. I legali incaricati dalla C=Holdings non sono affatto degli sprovveduti (e costeranno pure). Purtroppo parliamo di un'azienda di cui non si sa nulla, che non ha mai prodotto nulla, e neanche è noto se abbia realmente intascato il risarcimento da parte di Asiarim ordinato dalla sentenza del 2013.
    Tra l'altro non è esclusa la possibilità di un accordo per chiudere anzitempo la procedura di opposizione, che al contrario tra ricorsi e proroghe stando a quanto riportato nel sito uami potrebbe durare parecchi mesi. Non mi pare però che CBM voglia una licenza d'uso, mi sembrano spingere con decisione per essere loro i titolari del marchio, quantomeno per la classe degli smartphone.

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  5. Qualunque cosa accada e chiunque abbia ragione, se queste cazzo di aziende del benelux sparissero dalla circolazione, rivedremmo Commodore e Amiga prosperare worldwide.
    Chi ha i marchi o le licenze, commercializzi prodotti!
    Altro non importa una sega a nessuno...

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  6. Anche l'azienda italiana Cloanto prova a mettere le mani avanti con questo comunicato:

    Cloanto on CBM/Amiga Copyrights
    Cloanto confirms that it has not granted any rights for making use of CBM/Amiga copyrights in recently announced smartphones.
    Aug. 16, 2015 / PRZen / LAS VEGAS -- Cloanto Corporation is the holder of the international copyrights for all copyrighted and copyrightable works created by the original Commodore/Amiga companies up to 1993, as recorded at the United States Copyright Office. These include ROM, operating system, boot code, application software, documentation, multimedia and other components as included in licensed packages such as Amiga Forever and C64 Forever.
    Recently, some publications and news agencies reported that "Commodore Business Machines Ltd" (United Kingdom) might be selling, planning to sell or collecting money for orders of smartphone devices that claim to include software emulations of the PET, C64 and Amiga computers.
    For the avoidance of doubt, Cloanto hereby confirms that it has not granted any rights to said UK company for bundling or otherwise distributing the original, copyrighted ROM and OS software code used by the PET, C64 and Amiga systems and their emulations."

    Sebbene non interpellata e non in possesso di alcun marchio (ma solo di non meglio identificate proprietà intellettuali della commodore fino al 1993) Cloanto si è fatta sentire sull'argomento.
    Secondo CBM l'emulazione amiga avviene tramite il kickstart open source Aros, mentre non c'è al momento una prova tangibile sui diritti di Cloanto per le rom e l'os del C=64, ovviamente presenti nell'emulatore gratuito frodo.

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  7. Scusate ma parliamo del nulla. La questione di chi sia la commodore è un qualcosa che verrà decisa dai chi di competenza. Una cosa, però mi fa pensare: come mai la neonata commodore ha registrato il marchio solo per gli smartphone? Credo che le cose siano poco chiare. Personalmente non ho molta fiducia in questa nuova commodore. Il commodore pet è un rebrand e ancora negano un dato di fatto! Se andate alla pagina della CBM, alle domande degli utenti se sia o meno un rebrand dell'orgtec, la commodore risponde di no e afferma addirittura che l'orgtec monti una fotocamera scadente. Ho dato prova che sono tutte corbellerie e che l'orgtec monta la stessa fotocamera del pet, e cioè una Sony da tredici megapixel con apertura fino focale a 2. Ho chiesto chiarimenti al signor Paolo Besser, che nel frattempo tace sulla questione. La questione del rebrand è stata più volte negata dalla CBM, ma basta andare al sito dell'orgtec e si potranno constatare le caratteristiche di questo cinafonino, immesso nel mercato a dicembre del 2014. Il pet è identico in tutto, tranne nel softwar, Che dovrebbe essere lollipop. Basta andare a www.orgtec.cn e cnstatare quello che affermo. Cliccate il quarto link in alto da sinistra verso destra e vedrete che fotocamera monta l'orgtec. Ora, se la CBM mente su questioni facilmente verificabili in inye NET, non oso pensare su cosa possa fare su questioni per noi poco verificabili. Coke ho detto più volte a Paolo, a me non fa differenza se sia o meno un cinafonino, seccano però le prese in giro. Il pet è un rebrand dell'orgtec. I due cellulari hanno le stesse fotocamere, gli stessi processori, la stessa scheda grafica e lo stesso design. Inoltre, anche i colori dei due decide sono identici! Ma che fa la CBM? Nega l'evidenza e getta merda sull'orgtec, affermando che monti una fotocamera scadente! Quando si dice, sputare sul piatto in cui si mangia! Da sfegatato commodoriano non posso essere altro che schifato da certi comportamenti!!!

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  8. Scusate...monta anche lo stesso pannello: stessa risoluzione, stessi DPI. La questione non è che l'orgtec costi 140 euro, ma negare l'evidenza! 350 co stanno per le caratteristiche del pet, ma per favore che questa neonata commodore la smetta di dire bugie! I potenziali clienti non debbono essere presi on giro! Non sono solo potenziali compratori. Sono esseri intelligenti! Ma poi, prima erano gli altri a copiare il nostro design! Ora noi lo copiano ai cinesi! Ma come si fa? Assurdo!

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  9. Per finire...ci facciamo sempre riconoscere noi italiani! Esce la questione del rebrand e la CBM afferma che i giornalisti dovrebbero verificare le informazioni prima di gettare merda su un'azienda. Poi, basta guardare l'immagine che mette a confronto il commodore pet con l'orgtec e andare al sito di quest'ultimo (scritto chiaramente in basso) e addio a fotocamera diversa, a processore più evoluto, a pannello migliorato!
    www.orgtec.cn

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  10. Se non ho capito male ciò che intende la CBM è che l'estrema somiglianza dei due device dipende dal fatto che sono entrambi smartphone costruiti con una combinazione di elementi scelti dai cataloghi mediatek, quindi il fatto che essi appaiano identici non implica che l'uno sia il rebrand del'altro. Mentre la differenza di prezzo è dovuta alle differenze tra i due mercati e dal fatto che la waphone insieme al dispositivo vende altri servizi.
    Penso che alla cbm non avrebbero dovuto rinunciare al design made in italy come quello mostrato all'inizio (oppure se non quello, un altro).

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  11. effettivamente è come dici tu Amiga4be. Solo che questa neo commodore ha dichiarato di avere ingegnerizzato il prodotto in italia e di averne creato il design. puoi verificare le dichiarazioni della commodore nel sito della tg com. uno dei due fondatori (nello specifico Scattolini) parla di ingegnerizzazione e design italiano. poi, invece è uguale ad un prodotto uscito 7 mesi or sono. comunque, non voglio iniziare una diatriba, perchè ho gia litigato con Paolo Besser e altri che, per cadere all'inpiedi, hanno continuato ad affermare che non è un rebrand. io ho deciso che non lo compro perchè sono contro le pubblicità ingannevoli.

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  12. Effettivamente pure io ricordo le dichiarazioni iniziali quando si parlava di ingegnerizzazione e design italiano. Forse all'inizio le intenzioni erano proprio quelle, chi lo sà, forse quel design così bello e innovativo costava troppo per una startup, di certo negare l'evidenza, quando si sa che internet non perdona e "trova tutte le differenze" è stato un errore clamoroso. Però una cosa bisogna dirla, rivedere il glorioso marchio nei negozi, se questo accadrà davvero, è un grande successo. Su questo credo saremo tutti daccordo.

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    1. hanno detto un bel po' di balle: che avevano comprato il marchio, che avevano registrato il marchio, che stavano progettando loro il prototipo, che avrebbero fornito android personlizzato. Alla fine è un cinesino dozzinale con la pecetta e qualche logo :((( e pretendono pure di avere un marchio storico a prezzo zero.
      MA COME FATE A COMPRARLI??

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    2. Penso che dobbiamo prendere come riferimento tutte le dichiarazioni ufficiale a partire dalla formazione della CBM, non è corretto risalire alle discussioni di approccio con gli appassionati nei forum o sul web quando ancora il tutto era un'idea allo stato embrionale. Stessa cosa accadde con C=USA...

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    3. Ciao a tutti, dopo 75 giorni dalla messa in vendita nessuno ha ancora mai visto dal vivo questo telefono, nemmeno una recensione "affidabile" (quella annunciata tempo fa di Galeazzi su HD blog dov'è ?) ma solo qualche articolo apparso su siti minori e decisamente povero di contenuti.
      L'unico articolo scritto in maniera seria e che getta più di un ombra sull'accaduto è quello di Repubblica in cui però il buon Jaime D'alessandro si è dimenticato di citare Commodore USA che dal 2011 al 2013 produsse su licensing alcuni pc. Se non ricordo male a concedere a Berry Altman l'utilizzo del logo C= fu proprio il tanto discusso Eugene Van Os, quindi il discorso che negli ultimi 5 anni il logo non è stato utilizzato viene a decadere. Nel frattempo sulla loro pagina facebook si sta verificando una strana ondata di Likes, guarda caso tutti da utenti indiani. E' risaputo che sul web si possano comprare likes a buon mercato (15$ x 1000 likes) anche perchè un post con più di 3000 likes e solo 10 commenti (di cui il 60% rimossi) è proprio anomalo. Se fosse così sarebbe una mossa davvero strana e decisamente in antitesi con la community che vorrebbero creare attorno alla rinata Commodore.

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    4. Inutile negare l'evidente addensamento di ombre su questa nuova CBM. Tuttavia voglio essere ottimista augurando all'azienda italo/inglese di riuscire a fare chiarezza su tutto, a ottenere davvero il diritto sullo sfruttamento del marchio e di convincere il mercato con prodotti interessanti e magari innovativi.
      CCB è ha disposizione per ricevere e recensire un C=PET sempre che alla nuova CBM interessi un parere dei siti dedicati alla grande C= e non solo quello delle testate giornalistiche sia generiche, sia dedicate al mondo Android,

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  13. e se l'opposizione venisse accolta?? Questi telefoni sarebbero contraffatti????
    Non ci capisco nulla!!

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  14. basta registrarsi gratuitamente al sito per poter scaricare tutta la documentazione presentata dalla C=Holding BV (la quale sembra proprio essere in possesso del marchio e contesta la similitudine di quello presentato dalla CBM)
    http://oami.europa.eu/eSearch/#details/trademarks/013930276

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  15. Nella faccenda del marchio Commodore non ci si capisce più niente, adesso compare sta Polabe Holding Nv che dice di aver acquistato i diritti sul marchio nel 2014 da C= Holdings.
    Ma se è così perchè l'opposizione al marchio registrato dalla Commodore Italiana è stata fatta il 7 agosto 2015 da C=Holdings? La Polabe Holding è stata fondata più di 20 anni fa ad Aruba, nel settembre 2015 presso l'oami si è opposta alla registrazione del wordmark Commodore(quindi solo la parola e non il logotipo C=) da parte di una società tedesca e nell'ottobre 2015 ha registrato in Belgio il wordmark Commodore. Nell'agenzia di stampa di Individual computers l'indirizzo mail della Polabe Holding è lo stesso della C= Holdings....quindi sono la stessa società? Come ciliegina sulla torta di questo caos societario/brevettuale secondo i documenti ufficiali della companies house inglese la Commodore Italiana con sede a Londra risulta "dissolved" e sempre secondo i documenti ufficiali tutti i suoi beni (compresi i diritti intelletuali) ora apparterrebbero alla corona inglese... direi un bel pasticcio.

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    1. Purtroppo la questione dei marchi diviene sempre più impenetrabile alla comprensione umana. La CBM italo inglese, quella che vende smartphone, a quanto pare ha solo presentato una domanda di registrazione del marchio C= (leggermente modificato) ancora oggi ferma a una procedura di opposizione avviata oltre un anno fa su richiesta della C=Holding, la quale dal canto suo sembrerebbe conoscere molti "trucchi" per mantenere il possesso del marchio (che il database WIPO attribuisce a loro), e non mi stupirei affatto se questa Polable sia solo un'ulteriore holding fittizia utilizzata a tal scopo. Il punto è che una qualsiasi azienda che desideri produrre qualcosa a marchio C= deve scegliere se ottenere una licenza da fonti dubbie, come nel caso della individual computers e della defunta C=USA, o se rischiare e fare senza come la CBM. Ai posteri l'ardua sentenza... io tifo per l'iniziativa della individual computers che vuole produrre dei veri C=64 completi nuovi di zecca. Di smartphone android ce ne sono già fin troppi.

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  16. Attenzione: Il contenuto di questo post è obsoleto, leggere e commentare il seguente post:
    http://www.commodorecomputerblog.com/2016/09/di-commodore-in-commodore-individual.html

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